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THE HEALING ROOM
Kali Devi
Emanazione dell'intelletto divino, simbolo del tempo a cui nulla sfugge, nuda perchè libera da ogni illusione terrena, ammantata di notte eterna e quindi nera, Kali viene sovente raffigurata mentre danza sul cadavere dello sposo Shiva, che rappresenta l'aspetto statico dell'universo, mentre la dea incarna la forza suprema dell'esistenza, la 'Shakti', l'energia cosmica che regola i processi di trasformazione, le forze disgregatrici e purificatrici della natura.
Le sue quattro mani riassumono il concetto del ciclico processo di creazione e distruzione: con la destra impugna la spada insanguinata della conoscenza, che squarcia il velo della falsa coscienza di 'Maya', l'illusione, rappresentata dalla testa mozzata che tiene stretta con la sinistra, mentre con le altre mani offre protezione al devoto e lo esorta a non avere paura della verità.
La dea porta al collo una ghirlanda di teschi, emblema della relatività dell'esistenza terrena, eternamente incatenata, dalla legge del Karma, al mondo materiale e al doloroso divenire che lo governa.
La sua lingua è rossa per aver bevuto, nel corso della sua lotta contro i demoni dell'ignoranza, il sangue di questi, prima che toccasse terra e ne generasse di nuovi.
Con i suoi tre occhi, che simboleggiano il sole, la luna e il fuoco, osserva impassibile il passato, il presente e l'avvenire, che in lei confluiscono e si dissolvono (il suo nome è la radice femminile di 'Kala', il termine sanscrito che significa tempo).
La sua pelle nera, il colore nel quale tutti gli altri si annullano, ne evidenzia l'aspetto di energia estrema, da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna.
Nuda, perchè purificata dal fuoco della conoscenza, Kali distrugge le trame intessute da Maya, risvegliando la consapevolezza.
Ogni volta che ci illudiamo di poter dominare il mondo, esorcizzando la caducità dell'esistenza terrena con velleitarie ambizioni di fisica immortalità, Kali, regina della morte, ci mostra il suo ghigno malefico e si manifesta come spietata regolatrice del cosmo.
Ma colui che accetta di recidere ogni vincolo di attaccamento alla vita materiale non teme il confronto con la verità, e allora Kali diventa la madre di salvezza che, dissipate le nubi dell'ignoranza, apre le porte della libertà suprema nascosta dietro alle caleidoscopiche trasmutazioni dell'universo, annientando per sempre la dolorosa stretta del Karma.